In Movimento

Alberto Braida Giancarlo Nino Locatelli
FORMATO: CD / Digitale
CATAOLOGO N. CDWEIN33
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Giancarlo Nino Locatelli: clarinetto
Alberto Braida: piano

Composizioni di Alberto Braida e Giancarlo Locatelli
01 Registrato al WE INSIST! Live in Cernusco sul Naviglio Casa delle Arti, il 18 maggio 2024, da Simone Cohen
02 Registrato a casa in Melzo, l’8 maggio 2024
Missaggio e mastering di Jacopo Malusardi
Foto di Luciano Rossetti
Note di copertina di Giuseppe Jiso Forzani, Alberto Braida e Giancarlo Nino Locatelli
Grazie a Giuseppe Jiso Forzani, Luciano Rossetti
Progetto grafico di Maria Borghi
Prodotto da WE INSIST! ets, 2025
Editore WE INSIST! Ets
Con il supporto del Comune di Cernusco sul Naviglio

Due lunghi brani, una esibizione dal vivo e una prova a casa, compongono questo lavoro del duo Braida Locatelli, una nuova tappa del loro ormai trentennale percorso.Musica improvvisata che fonde suoni e silenzi provenienti dal jazz, dalla polifonia e dalla musica contemporanea in un percorso teso, lucido, cristallino. Ascolto profondo per un vero duo, dove uno più uno fa uno.

01 By centrifugal motion – 23.04
02 For centripetal motion – 27.22

La musica che chiamo improvvisata sembra esser fatta per un’esecuzione unica, dal vivo, un panorama che sboccia e si consuma nell’istante della sua apparizione. Chi è presente, esegue, ascolta, partecipa, mentre chi non c’è è escluso da quel momento di suoni e di silenzi.
Ma che succede se quella musica è registrata, incisa, masterizzata, e offerta a un ascolto racchiuso in un cd ma non dall’obbligo della presenza alla sua esecuzione? E’ ancora un atto unico, ora che è ripetibile? E’ sempre improvvisata?
Mi sono accorto, ascoltando e ascoltando, che non sono domande retoriche, perché non so rispondere in quei termini: le domande sono venute in mente, quindi hanno ricevuto lo stimolo dai vari ascolti, ma senza chiedere risposte poveramente conclusive. Scrivo con intenzione “ascoltando e ascoltando” e non “riascoltando”, perché non sento ripetizione nel mio gesto. Anche l’ascolto è un gesto, un gesto immoto, ma attivo e che qui si rinnova. Certo, anche la musica eseguita da spartito, è nuova ad ogni ascolto. Qui però lo è in modo differente. Nell’ascoltare una musica scritta, dopo la prima volta, so quello che mi aspetta, almeno in parte. E il mio ascolto si adegua e viaggia su quei binari. Non qui: qui non aspetto, non mi aspetto niente, sono libero dal peso e dal conforto del saper già. Ogni volta è la volta.
Allora, il reiterato ascolto è un’esperienza nuova. Come nuovo è il suo senso.
Ascolto
Ascolto concentrato, mi perdo mi ritrovo, questo è l’ascolto.
Ascolto mentre faccio dell’altro, sottofondo che si allontana e mi riprende, questo è l’ascolto.
Ascolto per discernere gli strumenti, le note e chi le suona, e il loro dialogare momentaneo e consistente, questo è l’ascolto.
Ascolto per riconoscere i suoni e lasciarli formarsi e svanire, per ricordarli per dimenticarli, questo è l’ascolto.
Allora è improvvisata la musica, si riforgia la lega che fonde suoni e pause, il clarinetto e il piano, Alberto e Nino che sono due nel rinnovato antico incontro che li unisce, e me che finalmente autore tengo insieme, tutto, ogni ascolto.
A un ascolto, di tanti, provo a dar la parola.
Dal blocco di silenzio, tocchi, carezze, colpetti, soffi… emerge la forma del suono. Cresce il mattino, gocce d’acqua e di sole.
Prende fiducia, vibra, si aggira, intorno. Si fa sicuro il passo, s’impone. Dove vai, dovevai, dovevaidovevai…? Poi, tituba, si posa, s’alza sulle punte, riposa batte il passo si guarda attorno, va verso… spedito fende la folla…. eppure solo, se solo, se sono, se suono. Racconto, ascolta, quante strade, luci d’asfalto, andiamo, io solo – io solo – insieme noi… soli.
(Giuseppe Jiso Forzani)